Artep s.r.l.

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Artep Italia, da sempre, si prefigge di portare ai propri clienti e committenti, l'Eccellenza del Tappeto. Per questo motivo oltre ad avvalersi di uno studio creativo interno, ricerca collaborazioni e partnership con prestigiosi Designer ed Artisti di fama internazionale, che nel corso degli anni, hanno contribuito a dare alle produzioni Artep un respiro internazionale.

Alessandro Mendini

Alessandro Mendini è architetto, designer, artista, teorico e giornalista ed è nato a Milano nel 1931. Con Branzi e Sottsass è il principale teorico e promotore del rinnovamento del design italiano degli anni Ottanta. Ha diretto le riviste Casabella, Modo e Domus. Sul suo lavoro e su quello compiuto con lo studio Alchimia sono uscite monografie in varie lingue. Realizza oggetti, mobili, ambienti, pitture, installazioni, architetture. Collabora con compagnie internazionali come Alessi, Philips, Cartier, Swatch, Hermés.E' membro onorario della Bezalel Academy of Arts and Design di Gerusalemme. Nel 1979 e nel 1981 gli è stato attribuito il Compasso d'Oro per il design, è Chevalier des Arts et des Lettres in Francia e ha ricevuto l'onorificenza dell'Architectural League di New York. E’ stato professore di design alla Hochschule für Angewandte Kunst a Vienna. Suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private.Nel 1989 ha aperto assieme al fratello Francesco, l'Atelier Mendini a Milano, progettando le Fabbriche Alessi a Omegna, la nuova piscina olimpionica a Trieste, alcune stazioni di metropolitana e il restauro della Villa Comunale a Napoli, in Italia, una torre ad Hiroshima in Giappone, il Museo di Groningen in Olanda, un quartiere a Lugano in Svizzera, il palazzo per gli uffici Madsack ad Hannover, e un palazzo Commerciale a Lörrach in Germania e altri edifici in Europa e in USA.

 

designers

Jaques Toussaint

Nasce a Parigi nel 1947. Inizia la sua attività in Italia nel 1971 dopo aver studiato a Parigi all’Institut des Etudes Economiques et Commerciales e successivamente all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts. È stato consulente delle aziende di arredamento Bernini di Carate Brianza e Matteo Grassi di Mariano Comense, per la quale ha anche creato una linea di prodotti, coordinato l’azione dei vari designers, impostato e seguito l’immagine aziendale. Per la Interflex di Meda è stato consulente per il settore arredamento dal 1983 al 1990. Alla fine del 1985 ha creato il marchio Atelier quale sintesi delle sue precedenti esperienze, per l’edizione di progetti affidati alla cura di giovanni designer Hans-Peter Weidmann, Wolfgang Laubersheimer, Hannes Wettstein, designer molto affermati come Toshiyuki Kita, Ross Littell e Verner Panton e la riedizione di progetti firmati da maestri dell’ architettura di livello internazionale come Alvar Aalto, Alfred Roth, Werner Max Moser, Hans Georg Bellmann e Giuseppe Terragni. A partire dal 1993 collabora alla definizione di una nuova collezione di oggetti in carta riciclata per la Arbos di Solagna. Nel 1997 ha creato “Glass Works”, una collezione di specchi nata da una ricerca su un materiale antico, il vetro. Nel 1998 ha creato il marchio Connections, una collezione di oggetti artistici che intende sottolineare le connessioni che esistono tra le persone e le cose che hanno influenzato la sua ricerca. Nel 2000 ha fondato l’Associazione del Piccolo Museo per la protezione e la salvaguardia del ricco archivio di progetti, prototipi e disegni raccolti durante gli anni di collaborazione con designers famosi. Ha iniziato anche la produzione di una nuova collezione con il marchio Edizioni del Piccolo Museo.

Attivo come grafico, partecipa a mostre in gallerie ed istituzioni in Italia ed all’estero. Alcune sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti del Denver Art Museum, Die Neue Sammlung - Monaco di Baviera, del Kunstgewerbemuseum - Berlino del Museo Nazionale di Poznan (PL). e della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti - Verona.

 

Toshiyuki Kita

Toshiyuki Kita è nato a Osaka, in Giappone, nel 1942. Nel 1964 si laurea in design industriale nella sua città natale, presso il Naniwa College, e accede alla fama internazionale a partire dal 1969, quando le sue creazioni iniziano a suscitare interesse in Italia. Kita crea numerosi prodotti, sia per compagnie giapponesi che europee, tra cui mobili, televisori LCD, robot da cucina e altri elettrodomestici.Kita, per cui la natura è la principale fonte di ispirazione, è un fervente ecologista e promuove il riciclaggio dei rifiuti. Il designer, infatti, usa solo materiali grezzi che possono essere lavorati in maniera artigianale oppure ricorrendo all'energia solare; per le stesse ragioni, tutte le sue creazioni in metallo sono realizzate in alluminio non anodizzato. Le sue creazioni, inoltre, hanno spesso forme organiche o che ricordano degli animali.Il designer, che si dedica con passione all'insegnamento, tiene anche conferenze e anima atelier, sia in Asia che in Europa. Inoltre, difende con impegno le tradizioni artigianali giapponesi, come i tradizionali prodotti di artigianato laccati.Lo studio di Toshiyuki Kita è presente sia in Giappone che in Italia e i suoi lavori sono esposti nelle collezioni permanenti del MoMA di New York, al Centro Pompidou di Parigi, alla Pinacoteca Moderna di Monaco di Baviera nonché al Museo delle Arti e dell'Artigianato di Amburgo.

 

firm di Alessandro Mendini
Firma di Toschiyuki Kita
Jaques Toussaint
 
 
Carnovsky

Francesco Rugi + Silvia Quintanilla

 

RGB è un progetto sull’esplorazione della “profondità della superficie”.

RGB nasce dall’ipotesi di un sistema di decorazione di interni che possa mutare e interagire con degli stimoli cromatici differenti.

RGB consiste nella sovrapposizione di 3 immagini diverse. Le immagini risultanti dalla sovrapposizione di questi tre livelli sono inaspettate ed estranianti. I colori si mescolano, le linee e le forme si intrecciano e risultano oniriche e non del tutto chiare. Attraverso un filtro colorato (una luce oppure un materiale trasparente) è possibile vedere con nitidezza i livelli in cui è scomposta l’immagine. I colori dei filtri sono il rosso, il blu e il verde: ognuno di questi serve a  far emergere con nitidezza uno soltanto dei tre livelli.

Il tema rappresentato è quello antico delle metamorfosi intese come incessante mutamento di forme a partire da un caos primigenio.

Per questo abbiamo creato una sorta di catalogo di forme naturali partendo dalle incisioni tratte dai grandi testi della storia naturale europea, tra il 500 e il 700, da Aldrovandi a Ruysch, da Linneo a Bonnaterre.

Un catalogo - comprende naturalmente anche l’uomo - che non ha però un fine tassonomico e scientifico nel senso moderno ma che vuole, alla maniera dei bestiari medioevali, classificare sia il reale che il fantastico sia il vero che il verosimile.

In ogni immagine convivono tre livelli, tre mondi che possono appartenere ad uno specifico regno animale oppure a una parte anatomica ma che allo stesso tempo corrispondono anche ad un diverso stato psicologico o emotivo che passa dal manifesto al segreto, dal chiaro allo scuro, dalla veglia al sogno in quella che potrebbe essere una sorta di esplorazione della “profondità della superficie”.

Firma Carnovsky
 
tappeti Piero dorazio
Piero Dorazio

Colore d'Oriente

 

Piero Dorazio (Roma, 29 giugno 1927 – Perugia, 17 maggio 2005) è stato un pittore italiano, che con la sua pittura ha contribuito dal 1945 all'affermazione dell'astrattismo in Italia. 

Le sue opere sono esposte in molti dei più importanti musei del mondo.

Per maggiori informazioni potete visitare la pagina WIkipedia a lui dedicata.

Piero Dorazio con la serie "Colore d'Oriente", nel 1989 ha sviluppato, in esclusiva per Artep Italia, cinque progetti grafici ispirati alle calde tonalità orientali e destinati all' "opera" tappeto. Nati da un forte temperamento artistico, tutti gli esemplari sono stati realizzati in numero limitato, in alcuni villaggi dell'Anatolia Orientale, recuperando le antiche tecniche di colorazione manuale e di lavorazione artigianale. Ogni tappeto oltre ad essere numerato è accompagnato da un'attestazione di autenticità dell'Artista.

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